BABACAR DIOP, IL “PRESIDENTE CONTADINO”

Pubblicato il: 11 ottobre 2018 alle 7:16 am

intervista a cura di Gaia Bacin, volontaria CISV in servizio civile per #PAISIM
[foto di Andrea Borgarello]

 

Babacar Diop, a cui piace definirsi “militant du développement”, militante dello sviluppo, è il Presidente dell’ASESCAW – Amicale Socio-économique Sportive et Culturelle des Agriculteurs du Walo, organizzazione contadina di Ross Béthio nella regione di Saint-Louis in Senegal, partner storico di CISV e del progetto PAISIM. In questi giorni sta raccogliendo il riso dei suoi campi; i membri della sua famiglia si dedicano ad attività agro-silvo-pastorali sebbene abbiano tutti frequentato l’università. Si definisce un agro-pastore che ha avuto la possibilità di rafforzare le sue capacità attraverso il movimento contadino e di diventare un leader grazie all’esperienza nell’ASESCAW.

 

1) L’ASESCAW nasce come associazione creata dai giovani per i giovani. Qual è il loro ruolo nel panorama senegalese rurale?

L’ASESCAW è nata nel 1976 come evoluzione dell’Amicale des Jeunes du Walo. Nella denominazione ASESCAW la parola jeunes è sparita perché i membri fondatori nel frattempo sono diventati adulti e il focus è passato dai giovani agli agricoltori, di qualsiasi fascia d’età. Negli anni ’70 in Senegal non vi erano scuole professionali che si facessero carico della realtà contadina, ma solo scuole formali pubbliche che accettavano allievi soltanto a partire da un certo livello d’istruzione. L’ASESCAW si è attivata in quest’ottica per occuparsi della comunità e accompagnarne i membri nella produzione di ricchezza, nello sviluppo di attività che frenassero l’esodo rurale e contrastassero l’immigrazione facendo capire ai giovani il potenziale di vivere e sostentarsi attraverso attività nel proprio territorio. Certo, vi è stato un momento in cui la presenza e l’attivismo dei giovani nell’ASESCAW si è ridotto: i fondatori erano divenuti adulti e gli altri giovani non aderivano all’organizzazione perché impegnati a studiare, diplomarsi e cercare lavoro al di fuori del mondo contadino. Quando si è posto però il problema della disoccupazione, e i primi ragazzi hanno iniziato a dedicarsi con successo ad attività agro-silvo-pastorali, molti altri giovani hanno seguito il loro esempio e si sono avvicinati all’ASESCAW.

 

2) Qual è la logica del coinvolgimento dell’ASESCAW nel progetto PAISIM?

Il progetto PAISIM ha una storia: è la storia di CISV e dell’ASESCAW, ma è anche la storia del professor Enrico Luzzati (docente di Cooperazione e sviluppo, ndr) che ha stimolato questa partnership. La relazione tra le due realtà ha seguito un’evoluzione, potremmo dire l’evoluzione dell’ASESCAW stessa, a partire dalla sua creazione e il passaggio attraverso numerosi progetti con CISV aventi lo scopo di indirizzare i microimprenditori rurali verso l’economia, rinforzare le loro capacità di produzione e la loro autonomia finanziaria. Da qui sono nate varie microimprese. L’idea di sviluppare il loro profilo di business, pur presente, aveva bisogno di essere consolidata: il progetto PAISIM è venuto così in aiuto.
Il PAISIM è dunque il frutto di un processo evolutivo nell’ottica di rinforzare le capacità di gestione e sviluppo delle attività dei microimprenditori rurali. Questo progetto ha creato una dinamica di sostegno all’imprenditoria rurale e sociale in Senegal, attraverso la creazione di CAPER SAS, un Centro d’appoggio e promozione dell’impresa rurale.

 

3) In che modo l’ASESCAW in quanto organizzazione contadina intende stare al passo rispetto alle nuove sfide e al fenomeno dell’agrobusiness?

La mia idea verte sulla creazione di un dispositivo di inquadramento e sostegno alle microimprese rurali che possa far concorrenza all’agrobusiness. Noi non siamo contro l’agrobusiness, bisogna però fare alcune distinzioni: per agrobusiness intendiamo il settore privato, con tutte le sue scale e dimensioni. Le nostre microimprese fanno parte del piccolo micro-privato ma attraverso un rafforzamento delle loro capacità di produzione, di gestione e di unione potremmo contrastare l’agrobusiness esterno. Le grandi imprese che arriveranno troveranno un territorio organizzato nel quale l’ASESCAW continuerà a indirizzare le microimprese verso obiettivi economici e di gestione sostenibili, anche tramite l’accesso a dispositivi di microfinanza. È un lavoro complesso, da fare in tappe. Non tutti vi arriveranno allo stesso momento ma l’ASESCAW sarà sempre pronta ad accompagnare le microimprese rispetto alle loro esigenze. (Nella foto: Babacar Diop)

 

4) Quest’anno CISV celebra 30 anni di presenza in Senegal; la partnership tra CISV ed ASESCAW è ormai decennale. Qual è stato il punto di forza di questa collaborazione?

Nella vita non puoi intraprendere un progetto e riuscirci sempre al cento per cento. Devi sapere riconoscere i tuoi successi e consolidarli, e capire dove hai sbagliato per rimetterti in gioco e recuperare. È questo l’impegno di un leader: affrontare le sfide, le difficoltà.
Bisogna avere una dinamica che appoggi il rafforzamento delle capacità, una dinamica come quella stimolata dal PAISIM: fate bene a parlarne in trasmissioni radio, a Terra Madre e promuovendolo ovunque! CISV è un partner strategico, ha fatto molto per l’ASESCAW e l’ASESCAW ha fatto molto per CISV.

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