Benin, quando la cucina unisce

Pubblicato il: 18 luglio 2017 alle 9:39 am

di Sara Scullari,
Servizio Civile CISV in Benin.

Oggi voglio raccontarvi una delle realtà in cui mi trovo impegnata un paio di giorni alla settimana: il Foyer Laura Vicuña inserito all’ interno del Centro IFMA (Institut des Filles de Marie Auxiliatrice) delle suore Salesiane, partner CISV in Benin.

La parola Foyer tradotta dal francese indica un luogo familiare, spazio accogliente in cui vivere in comunità, fondato sui valori della condivisione e dell’aiuto reciproco.
Il Foyer Laura Vicuña nasce come luogo di transito per molte bambine e ragazze vittime di violenze e sfruttamenti, costrette a fuggire dalle famiglie d’origine perché donate in sposa ancora molto giovani e obbligate a vivere e lavorare per gli uomini che le hanno “comprate”, o ancora le cosiddette bambine in mobilità, provenienti da zone rurali e inviate dalle famiglie stesse verso amici o parenti nelle zone urbane. Nella speranza di poter condurre una vita migliore, queste bambine si trovano vittime di violenze, costrette a lavorare dall’alba al tramonto per le strade della città o nelle zone del mercato per vendere merce e prodotti alimentari di ogni genere.
Nel più grande mercato di Cotonou, DANTOKPA (è anche il più grande mercato a cielo aperto dell’Africa occidentale, ndr), le ragazze vengono rintracciate dal personale dei servizi sociali, dalla polizia locale o dagli operatori incaricati di sorvegliare le zone “calde” della città. Una volta condotte nei centri di primo soccorso, le giovani vengono registrate e assistite, e sono poi smistate nei vari centri di accoglienza temporanea dove ricevono assistenza medica, psicologica e sanitaria e dove trascorreranno il tempo necessario a rintracciare i propri genitori o parenti disposti a prendersi cura di loro.

Al Foyer Laura Vicuña sono accolte bambine e ragazze di età compresa tra i 6 e i 18 anni: qui il mio compito, insieme agli altri educatori e animatori del centro, è quello di organizzare attività pedagogiche e ludico-ricreative che permettano loro di sviluppare capacità e competenze di base, necessarie al raggiungimento di quella consapevolezza personale e sociale che le aiuterà nel loro processo di crescita, una volta rientrate in famiglia.
Adesso che avete capito com funziona il Foyer e quali sono le attività condotte al suo interno voglio raccontarvi come abbiamo trascorso il nostro venerdì 23 giugno.

Una giornata culinaria al Foyer

Confrontandomi con l’educatrice specializzata, Tata Reine, con la quale mi occupo di animare le mattine di alfabetizzazione al Foyer, ci siamo trovate a riflettere sulla possibilità di organizzare una “GIORNATA CULINARIA” condotta dalle ragazze stesse.

Addette alla cucina

In Benin, come in quasi tutti i Paesi del continente africano, il momento del pasto è quasi un rituale: le donne del Foyer si riuniscono nella preparazione dei cibi locali, questo momento diventa occasione di scambio e confronto tutto al femminile dove discutere di esperienze vissute e avvenimenti particolari. Il momento vero e proprio del pranzo vede riuniti tutti i membri della famiglia, uomini e donne, grandi e piccini. Il piatto non è destinato a una singola persona ma considerato strumento di condivisione dal quale tutti possono attingere, per mezzo del quale fortificare i legami e sentirsi parte della comunità.
Per questo motivo, e considerata la differente provenienza delle ragazze del Foyer – alcune arrivano dal Togo, altre dalla Nigeria e altre ancora dalle diverse regioni del Benin – abbiamo deciso di dare loro la possibilità di cimentarsi nella preparazione dei piatti più diffusi nella zona di provenienza. A questo abbiamo aggiunto l’esperienza degli acquisti fatti al mercato, luogo di scelta accurata del prodotto migliore e di trattative sfiancanti per concordare il prezzo più conveniente, aggiunto alla capacità di gestire le spese e trovare gli ingredienti con il miglior rapporto qualità-prezzo.
Inutile dirvi che tutte le ragazze non stavano più nella pelle dalla contentezza di trascorrere una giornata fuori dall’ordinario, quindi una volta deciso il menù e terminati gli acquisti abbiamo “aperto le danze”.

Danza di Benvenuto

Ogni ragazza aveva il suo compito, chi preparava le salse e chi le portate principali, c’erano le incaricate della preparazione dei tavoli e le addette a servire i pasti. Alcune ragazze avevano il compito di accogliere gli invitati; sì perché per rendere la cosa più interessante abbiamo pensato di invitare il personale degli uffici, circa 15 persone tra contabili, assistenti sociali e coordinatori, per poterli ringraziare del prezioso lavoro che svolgono ogni giorno in favore delle ragazze dietro le quinte e condividere con loro un momento tanto speciale.
Dopo un primo discorso di benvenuto, le ragazze hanno accolto gli invitati con alcuni canti e poi tutti a tavola… le portate principali prevedevano polenta di mais e di riso accompagnate da varie salse di carne e di pesce, e un piatto italiano: pasta al ragù! poi platani fritti, insalata mista e ananas come dessert.

Abbiamo trascorso una fantastica mattinata tra sorrisi, danze e pance piene. Un modo semplice per stare insieme e dimenticare per un attimo le difficoltà della vita, per sentirci più vicini e uniti nella battaglia in difesa dei diritti umani.

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