BURKINA FASO: Il warrantage ovvero come resistere alle “pressioni sociali”

Pubblicato il: 29 gennaio 2014 alle 2:57 pm

di Andrea Ghione, Félicité Kambou, Tristan Le Cotty, Élodie Maître d’Hôtel, Gauthier Malnoury

Spesso presentato come un sistema di speculazione sulle fluttuazioni dei prezzi e l’accesso al creditoil warrantage in realtà permette ai produttori di difendersi rispetto a una pressione sociale che li spinge puntualmente a disperdere una parte dei raccolti e può mettere a rischio la sicurezza alimentare delle loro famiglie durante la soudure, il periodo che intercorre tra la fine delle scorte alimentari e il nuovo raccolto.

Lo sviluppo del warrantage contadino in Burkina Faso

Il warrantage esiste in Burkina Faso dal 2005 e ha riscosso un vivo successo tra i produttori e le istituzioni finanziarie. Le due esperienze più antiche, realizzate nel sud-ovest del Paese, sono quelle dell’Union Ten Tietaa e della Copsa-C (Cooperativa di prestazione di servizi agricoli “Coobsa”), due organizzazioni-ombrello che oggi continuano ad accompagnare i produttori nella pratica del warrantage. Queste due organizzazioni hanno beneficiato dell’appoggio, rispettivamente, delle ong SOS-Sahel e di CISV, ispirandosi nel loro sviluppo a esperienze anteriori di warrantage realizzate in Niger (Union Cigaba di Konkorindo nel sud-ovest del Niger). Le esperienze in Burkina Faso sono definite “warrantage contadino” perché restano localizzate a livello dei villaggi, la capacità di stoccaggio dei magazzini non oltrepassa in genere le 80 tonnellate e i partner finanziari sono filiali locali di istituti di microfinanza.

Il warrantage si sviluppa secondo due grandi linee di tendenza:

– A livello delle zone eccedenti in cereali, e soprattutto nel sud-ovest, i produttori stoccano essenzialmente mais, riso e sorgo.

– Al livello delle zone deficitarie in cereali, soprattutto al nord, i produttori immagazzinano colture come il fagiolo niébé, l’arachide e il sesamo, la cui vendita in periodo di soudure permetterà l’acquisto di cereali.

La tabella seguente indica le principali esperienze di warrantage recensite in Burkina Faso durante la stagione agricola 2012/2013.

Projets soutenus par

Nombre d’organisations de producteurs impliquées

Nombre d’entrepôts

Nombre de producteurs bénéficiaires

Nombre de sacs stockés*

Crédit (millions FCFA)

SOS Sahel

17

29

1 800

6 000 (env. 600 t)

38

CISV-Copsa-C

20

20

1 272

7 747 (env. 775 t)

45

Fepab

3

Nd

nd

500 (env. 50 t)

11

État, projet Picofa

42

23

782

9 350 (env. 935 t)

89

État, projet Papsa

28

28

nd

15 200 (env. 1 520 t)

102

Total

110

> 100

> 3 850

38 800 (env. 3 880 t)

285

Complessivamente sono state stoccate circa 4.000 tonnellate di cereali in oltre 100 magazzini, il che ha permesso l’apertura di linee di credito pari a 300 milioni di franchi Cfa presso la Rete delle casse popolari del Burkina (RCPB), principale istituzione di microfinanza oggi mobilitata sul warrantage.

Se al momento il warrantage non rappresenta che il 2% del portafoglio dei crediti agricoli della RCPB e meno dell’1% della produzione agricola nazionale, si tratta tuttavia di un prodotto in forte espansione. Non esistono dati precisi su scala nazionale, ma i tassi di crescita del warrantage sono stimati a partire dai volumi di fondi stanziati dalla RCPB. Secondo tali stime, i volumi del credito sono aumentati del 191% nelle stagioni 2011-2012 e 2012-2013. Oltre all’interesse che il warrantage rappresenta per i produttori, una delle ragioni della sua espansione è la sua redditività per le istituzioni di microfinanza, nella misura in cui il tasso di rimborso dei crediti è quasi del 100% (funge da garanzia la produzione stoccata).

Il funzionamento del warrantage

Il warrantage offre ai produttori l’opportunità di stoccare una parte del proprio raccolto durante la stagione secca, in un magazzino sicuro. A livello di organizzazione, un comitato di gestione è responsabile della costituzione dello stock, che avviene tra ottobre e dicembre. Lo stock così costituito diviene una garanzia “liquida” e divisibile, che permette ai produttori di ottenere un credito pari all’80% del valore dello stock al momento del raccolto presso un istituto di microfinanza. Il credito permette ai produttori di far fronte ai loro bisogni di liquidità senza dover vendere il loro raccolto nel momento in cui i prezzi sono più bassi, e permette ugualmente ad alcuni produttori d’investire in attività generatrici di reddito che si possono definire di “contro-stagione” perché praticate durante la stagione secca, come l’allevamento di pollame e ovini da ingrasso, l’orticoltura o il commercio.

Circa 6 mesi dopo la costituzione dello stock, tra aprile e giugno, i produttori restituiscono il credito e gli interessi all’istituto di microfinanza e si accollano le spese d’immagazzinamento presso l’organizzazione. Il comitato di gestione può allora, in accordo con l’istituto di microfinanza, procedere al recupero dei sacchi immagazzinati. I produttori sono liberi di utilizzare i sacchi recuperati come gli sembra meglio: potranno servire per il consumo familiare, essere utilizzati come semenze o venduti sul mercato in un periodo in cui i prezzi sono significativamente più alti che al momento della raccolta. I produttori coinvolti nel warrantage in Burkina amano definire questo periodo la deuxième récolte, la “seconda raccolta”.

La pressione sociale legata allo stoccaggio domestico

Un’indagine realizzata durante la stagione agricola 2012/2013 presso la Copsa-C ha mostrato che il 17% dei sacchi stoccati nei magazzini del warrantage corrispondono ai produttori che li depongono senza chiedere credito. Essi si accollano solo le spese legate allo stoccaggio dei sacchi presso la propria organizzazione.

Così, una parte non trascurabile di questi produttori cercano nel warrantage qualcosa di diverso dall’accesso al credito. Intendono forse speculare sull’aumento dei prezzi? No, perché otterrebbero lo stesso guadagno conservando i sacchi e ritardandone la vendita per beneficiare dell’aumento dei prezzi all’avvicinarsi della soudure. Cercano di preservare la qualità dei loro raccolti stoccandoli in magazzini piuttosto che tenerli presso di sé? Probabilmente no, perché i produttori possono benissimo trattare i sacchi che stoccano presso di sé contro i parassiti a costi ragionevoli. Del resto, il warrantage avviene nella stagione secca, un periodo in cui i rischi di degradazione dei prodotti sono considerevolmente ridotti.

Questi produttori cercano dunque altro. Una probabile spiegazione è da cercare nel fatto che quando i produttori conservano il proprio raccolto nel domicilio familiare, questo raccolto è regolarmente “prelevato” nella stagione secca per soddisfare le richieste dei parenti/vicini, e questi prelievi possono mettere a rischio la sicurezza alimentare della famiglia durante la soudure. Al di là dei vantaggi menzionati classicamente, il warrantage tutelerebbe dunque i produttori da una forma di pressione sociale; questa spiegazione è d’altronde avanzata spesso dagli stessi produttori: «Lo stoccaggio presso la propria abitazione va incontro a delle perdite, e la famiglia è la prima a essere devastante». Le scorte di cereali, quando sono conservate in casa, sono oggetto di richieste ripetute da parte dei parenti, che i produttori di solito accettano, anche se compromettono la sicurezza alimentare delle loro famiglie durante la soudure. Queste richieste possono essere motivate da “bisogni fisiologici” (cibo, cure mediche) ma anche da “bisogni sociali” (spostamento sul mercato, partecipazione a cerimonie). Il warrantage permette alle famiglie di immobilizzare una parte della loro produzione durante la stagione secca. In certo qual modo, è possibile che il warrantage riduca la solidarietà all’interno delle famiglie rurali durante la stagione secca, ma esso accresce altresì la disponibilità delle risorse del villaggio al momento della soudure. Così la solidarietà tra famiglie si rafforza in periodo di soudure, quando coloro che hanno praticato il warrantage possono aiutare gli altri, incoraggiandoli a seguire il loro esempio nella prossima stagione agricola.

Gli stessi familiari di casa hanno la tendenza ad attingere dalle risorse previste per la soudure prima del tempo, per rispondere alle eventuali “tentazioni”.

Numerosi produttori evidenziano un’altra forma di pressione sociale che può essere fonte di insicurezza alimentare: il fatto che è ritenuto importante partecipare agli eventi sociali per essere “riconosciuti”. Questa pressione è tanto più importante nella stagione secca, in cui la maggior parte dei produttori agricoli sono inattivi.

Una parte non trascurabile dei produttori è dunque pronta a pagare i costi di stoccaggio alla sua organizzazione per non dover conservare i sacchi sotto i propri occhi e sotto gli occhi dei vicini/parenti. Ciò permette di gestire meglio la disponibilità delle proprie risorse alimentari durante tutto l’anno. Non è escluso peraltro che i produttori che immagazzinano i sacchi ottenendo così un credito (83% dei sacchi stoccati) traggano ugualmente dal warrantage dei vantaggi in termini di “protezione” dei loro raccolti nei confronti delle pressioni sociali.

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