L’agricoltura verde in Senegal non è un’utopia: l’impegno di Aya

Pubblicato il: 23 novembre 2018 alle 9:43 am

aya

di Gaia Bacin, volontaria CISV in servizio civile per #PAISIM

 

Aya Fall è un imprenditore di Ross Béthio, nel dipartimento di Dagana in Senegal, la sua azienda è stata selezionata tra le dieci microimprese “verdi” nell’ambito del progetto PAISIM che, a seguito dello studio d’impatto ambientale, accompagnerà queste attività nella certificazione in materia di carbon-credit (sistema di riduzione delle emissioni di gas serra, ndr) e nella stipula di accordi con le autorità competenti per un riconoscimento dell’impatto ambientale positivo del loro business.

La Entreprise Mame Aya si occupa di commercializzare prodotti agricoli biologici ad altre microimprese rurali della zona di Ross Béthio e Dagana. Aya si dedica inoltre alla coltivazione dei suoi campi e alla cura di alberi da frutta, tutto rigorosamente bio.

L’idea della sua attività commerciale è nata da una necessità personale: Aya aveva deciso di intraprendere la strada dell’agricoltura verde sui propri terreni, ma aveva riscontrato una mancanza di servizi e prodotti che corrispondessero alle sue esigenze.

I grandi fornitori di questi prodotti sono infatti concentrati nelle città principali (Dakar e Thiès) mentre né le città minori, né i più isolati villaggi rurali hanno facile accesso al mercato. La sua evoluzione è stata inoltre motivata dagli anni di studio in Geografia e ambiente all’Université Gaston Berger di Saint-Louis e dai risultati positivi ottenuti a livello di suolo e qualità del raccolto dopo un primo utilizzo dei prodotti biologici.

L’impegno di Aya non si focalizza solo sull’utilizzo di prodotti non chimici: nelle sue attività quotidiane promuove l’utilizzo delle energie rinnovabili in ambito agricolo, incoraggiando l’installazione di pompe solari. Queste rappresentano una validissima alternativa ai gruppi elettrogeni, ancora diffusi al bordo dei campi e alimentati a carburante, pertanto estremamente costosi, e che richiedono un dispendio di forza-lavoro notevole. «Basta un solo campo», ci spiega Aya, «per ammortizzare l’intero costo dell’installazione di un sistema a pompa solare!».

Il suo negozio, sulla Route Nationale di Ross Béthio, è aperto da circa due anni e l’attività procede bene. Malgrado ciò, la missione di Aya oltrepassa la pura commercializzazione di prodotti biologici e punta alla sensibilizzazione dei piccoli produttori della zona. La conoscenza dei benefici di un’agricoltura verde, pulita, produttiva e sana è alla base del suo lavoro e lo motiva ogni giorno nel portare avanti la sua attività.

La sua clientela è costituita principalmente da produttori ortofrutticoli (di cipolle, in particolare). I numerosi risicoltori della zona, per ragioni di mercato e per l’estensione dei loro campi, sono invece ancora orientati all’utilizzo dei prodotti che Aya definisce “convenzionali”, i prodotti chimici. Tuttavia, seppure difficile e lenta, si comincia a notare un’evoluzione in questo ambito: gli utilizzatori di prodotti biologici hanno verificato gli effetti positivi sul suolo e Aya racconta che percorrono anche distanze considerevoli per avere accesso a questo mercato.

Allo stesso tempo, l’eccessivo utilizzo di prodotti chimici ha contribuito a rendere più vulnerabili le coltivazioni rispetto ad alcune patologie, i fertilizzanti chimici ora non bastano più e diversi produttori ricorrono a tipi di prodotti diversi, chimici e non. Per ciò che riguarda l’agricoltura biologica, Aya riconosce che «vi sono ancora diverse malattie delle piante per cui non esiste soluzione», ma è «fiducioso rispetto alle alternative che soprattutto i grandi marchi del settore stanno sperimentando, sebbene il costo al momento resti relativamente alto».

L’agricoltura biologica è spesso menzionata dalle autorità ma l’attenzione riposta è ancora scarsa, le sovvenzioni sono quasi inesistenti e non vi è un sistema di certificazione in materia di biologico diffusamente riconosciuto. L’interesse statale verte più sulla quantità prodotta che sulla qualità, in un’ottica di autosufficienza alimentare.

Le due esigenze, agli occhi di Aya, non sono inconciliabili ma occorre stimolare un mercato in grado di riconoscere il valore della produzione bio e di innovarne la commercializzazione: attualmente i prezzi dei prodotti non sono differenziati, anche per mancanza di un diffuso sistema di certificazione.

L’ASESCAW (Amicale socio-éducative sportive et culturelle des Agriculteurs du Walo), organizzazione contadina a cui l’Entreprise Mame Aya è affiliata e partner di CISV nel progetto PAISIM, sta investendo nella sensibilizzazione rispetto a un’agricoltura a base biologica, sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda. Il target principale è costituito dalle donne che non solo lavorano nei campi ortofrutticoli ma che, occupandosi a livello familiare dell’approvvigionamento del cibo, rappresentano una porzione importante dei consumatori.

Nonostante le difficoltà, l’impegno di Aya e la fiducia che ripone in questa transizione ci fa ben sperare per un’agricoltura senegalese sempre più green.

 

Nella foto: Aya Fall

 

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