LEGGE MONSANTO: il popolo guatemalteco insegna…

Pubblicato il: 9 settembre 2014 alle 7:27 am

Fabio Carbone è stato un cooperante CISV, per molti anni impegnato in Burkina Faso e in Guatemala in progetti di cooperazione allo sviluppo insieme a sua moglie, Simona Rovelli. Ora, insieme, vivono a Quetzaltenango alla ricerca del Buen Vivir. Ci manda questo spunto di riflessione sui fatti attuali circa la “Legge Monsanto”.

Vorrei condividere con tutti gli amici di CISV che vivono in Italia quanto accaduto in questi ultimi due mesi – e soprattutto ieri – in Guatemala. Credo sia una considerazione piuttosto profonda, che potrá aprire una serie di dibattiti, discussioni, confronti, paragoni e quant’altro; cosiccome credo che a volte sia un dovere (e non un obbligo), per noi che viviamo e ci confrontiamo con realtà così diverse da quella italiana, vestire i panni di divulgatori/diffusori/antenne, per riflettere e far riflettere.

Oggi si può dire, secondo il mio modesto parere, che il piccolo ed umile Guatemala abbia dato un grande esempio a livello mondiale e vinto una battaglia per la difesa della vita e dei propri diritti contro le potenti multinazionali del transgenico ed i loro progetti di morte e distruzione. E sapete chi l’ha vinta questa battaglia? Non il Governo o il Congresso della Repubblica o i partiti politici, bensì….. IL POPOLO GUATEMALTECO.

Vi racconto brevemente i fatti. 120.000 contadini del Dipartimento di Sololà (una delle aree con la più alta percentuale di popolazione maya di tutto il Paese) ieri hanno bloccato in tre punti la strada Interamericana, dopo che le autorità locali e le assemblee comunitarie avevano accordato di sospendere le attività commerciali e di chiudere le scuole per permettere la partecipazione alle mobilitazioni (insegnamento nº 1: prima l’interesse collettivo, poi quello personale).
Contemporaneamente una delegazione delle autorità indigene dei 48 Cantoni di Totonicapán (Dipartimento che si trova a 20 minuti scarsi da dove viviamo noi), insieme ad altri 150 sindaci e consigli comunitari indigeni, si sono diretti verso Città del Guatemala pretendendo ed ottenendo un incontro con alcuni rappresentanti governativi (insegnamento nº 2: l’importanza del dialogo con chi governa perchè lo Stato, non dimentichiamolo, siamo noi).
Inoltre Anonymous Guatemala ha attaccato i siti dei Ministeri, della Corte Costituzionale e della Polizia Nazionale, mentre centinaia e centinaia di studenti e maestri manifestavano per le strade della Capitale ed alcune organizzazioni nazionali ed internazionali e diversi movimenti sociali informavano ed aggiornavano continuamente le comunità sull’evolversi della situazione (insegnamento nº 3: l’unione fa la forza ed il popolo, unito, non si sconfigge tanto facilmente).

E perchè tutto questo casino, vi chiederete? Semplicemente per fermare la nuova legge di “Obtenciones Vegetales”, conosciuta come “Legge Monsanto”. Una simpaticissima proposta di legge che avrebbe spalancato le porte del Guatemala a semi ogm, creando inoltre – oltre il danno la beffa – un contesto normativo che avrebbe reso illegali le sementi e pratiche contadine ancestrali, in uso da centinaia e centinaia di anni. Un buon metodo per distrugge la biodiversità e l’agricoltura di piccola scala, trasformare il contadino in un delinquente (in quanto diventerebbero illegali le tradizionali forme di coltivazione, immagazzinamento e scambio di semi) e creare un meccanismo di dipendenza totale e perpetua che ingrassa quelle multinazionali che, come la Monsanto, gestiscono la produzione di semi transgenici a livello mondiale, monopolizzando a destra e a manca.
Nel mese di giugno (durante i Mondiali di Calcio, per intenderci e per casualità…), quei furbacchioni dei deputati del Congresso della Repubblica approvarono suddetta proposta di legge – chissà come sono stati convinti a farlo?! Monsanto, ne sai qualcosa?! – facendo però “i calcoli senza l’oste”, come si dice dalle nostre parti.

In seguito ad una tale inattesa pressione e massiccia mobilitazione sociale, nel pomeriggio di ieri è stata presentata d’urgenza una mozione per l’abrogazione della Legge Monsanto: 117 deputati hanno votato a favore dell’annullamento, solamente 4 contro. La protezione delle varietà vegetali ed usanze autoctone è stata salvata: niente brevetti, niente copyright, niente ogm, niente porcherie chimiche, niente viscidi monopoli dettati dal Dio Denaro e niente colonizzazione agricolo-economica delle multinazionali americane.
E a proposito di quegli stessi deputati che a giugno approvarono la Legge, mi fanno sorridere ed allo stesso tempo riflettere le parole del leader delle autorità maya di Sololá, Alberto Chumil, che intervistato dal giornale nazionale Prensa Libre ha detto: “Son unos mentirosos, por eso declaramos “enemigos del pueblo” a los 158 diputados […]. Los declaramos “hijos no gratos” de nuestro Departamento, por mentirosos y traicioneros” (“Sono dei bugiardi, per questo dichiariamo i 158 diputati “nemici del popolo” […]. Li dichiariamo “figli non grati” del nostro Dipartimento, per bugiardi e traditori”).

Ho deciso di riportare questa frase e di inserire, tra parentesi, tre importanti insegnamenti per me da trarre da quanto accaduto ieri qui in Guatemala per una semplice ragione, menzionata all’inizio: riflettere e far riflettere. Su noi stessi, sulla nostra responsabilità civile, sui nostri doveri di cittadini, sull’unione (o divisione) della nostra comunità, sulla perdita della nostra identità e delle nostre tradizioni, sulla situazione socio-politica del nostro meraviglioso Paese…..

Grazie, e buona lettura.
Fabio Carbone

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