Ritorno in Africa

Pubblicato il: 11 gennaio 2016 alle 8:30 am

di Mira Mondo
Nota: Mira Mondo, infermiera oggi in pensione, è un pilastro della storia CISV: è stata infatti una dei “magnifici sette”, cioè dei primi volontari che nel 1973, rispondendo all’appello del vescovo di Gitega Monsignor Makarakiza, decisero di recarsi in Burundi aprendo così l’esperienza di cooperazione CISV in Africa. Di recente Mira, che attualmente abita in Val Susa, è tornata in Africa, in Kenya. Ecco le sue impressioni…

Da tempo desideravo rivedere “la mia Africa” prima di morire. Ho avuto l’occasione di partire con una coppietta giovane ”no tav”, alla quale si è aggiunto il padre.
Ci ha accolto una piccola struttura (mimi na wewe) che oltre ad ospitare turisti, accompagna i locali a valorizzare la loro terra: piccoli orti, un pozzo, sostegno a scuolette di villaggio.
Timboni, il nostro recapito, a due ore dalla capitale Mombasa. Strade percorse dai “tuc-tuc”, specie di vespette coperte, per il trasporto pubblico.E tante… edicole, in cui si vende dalla frutta e verdura all’artigianato locale, ai vestiti, ai minuscoli bar, ecc. Qui trova posto anche il parrucchiere, la banca “microba” e il sarto. Ai lati , paesaggi da favola, di cielo e di mare.
Nei villaggi povertà estrema, ma ricca di vita. In ogni dove bimbi di tutte le altezze che ti danno il benvenuto, che ti salutano con un sorriso di gioia. I rifiuti di plastica hanno contagiato ovunque, dalle strade alle coste delle mangrovie (dove l’oceano vomita il rifiuto delle navi). (Chi li ha buttati?)
Come occidentale mi sono sentita in colpa: madame bianche , vecchie come me che si “accompagnano” a giovanotti kenioti gentili, appesi al loro telefonino, che hanno accettato questa via, perché coltivare la terra senz’acqua è più faticoso. Le semine si possono fare solo in precedenza delle piccole piogge. Strutture alberghiere di lusso sono disseminate sulle spiagge (ora chiuse, la maggior parte per la diminuzione dei turisti). Di conseguenza aumentano i disoccupati. Le banche sono in difficoltà e rischiano di chiudere.
Ci hanno ospitato in alcune capanne e ci hanno offerto… il loro pane. Ad accoglierci archi di foglie e di fiori e i più bei sorrisi dei bambini.
Ho visto scavare a mano un pozzo di più di venti metri. Ma, se si riuscirà a trovare la falda dell’acqua sarà dolce o quella salata dell’oceano?
Ho il cuore ancora pieno di tanta nostalgia, dei colori più vivi e di tante, tante domande… qualcuno ha detto: “O riusciremo a spartire tutto o non sopravvivrà nessuno…”.
Andateci anche voi…

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