Dakar, contadini uniti per il diritto alla terra

Pubblicato il: 9 Luglio 2019 alle 8:09 am

di Federico Rivara,

volontario Servizio Civile in Senegal

La stagione delle piogge si avvicina, l’aumento quotidiano dell’umidità a Dakar non mente. Per ECOPAS, questo vuole dire avvicinarsi a uno dei momenti più attesi dall’équipe di progetto, dai partner, dai beneficiari e dai sostenitori di CISV che hanno supportato la campagna di rimboschimento della “bande de filaos”, sul litorale della città. Tra poco più di un mese, infatti, la società civile sarà protagonista della piantumazione dei primi 5.000 alberi sulle lunghe spiagge della città, sempre più stritolate tra l’avanzamento del mare e l’espansione urbana e infrastrutturale. Insieme a noi ci saranno “les Eaux et Forets” [Ministero delle risorse idriche e forestali, ndr], responsabili delle azioni di rimboschimento di tutto il Senegal.

Mentre le piante continuano a crescere in vivaio, è necessario “preparare il terreno”. In una settimana, abbiamo posato alcuni pannelli di bambù che serviranno a proteggere le piante dal vento e a garantire la loro crescita. Sul terreno, sono coinvolte le associazioni della società civile, le guardie forestali e anche alcuni studenti di uno dei Comuni d’intervento. L’entusiasmo per “Les Lions de la Teranga”, la nazionale di calcio impegnata nella Coppa d’Africa 2019, alleggerisce il lavoro e fa dimenticare il caldo. Sono stati preparati cinque ettari di terreno, coinvolgendo un centinaio di persone. L’impegno della società civile si evince sia nella realizzazione delle azioni più concrete del progetto, sia nel processo necessario per prendere decisioni operative. Scegliere il punto preciso in cui piantare gli alberi lungo una fascia di litorale di circa 10 km non è una decisione scontata. Tutti hanno visto nel tempo come la bande sia stata sempre più abbattuta per favorire la costruzione di case, edifici istituzionali e strade, benché la gestione di queste terre sia affidata all’Eaux et Forets che poco può contro i piani di sviluppo governativi. I siti vengono quindi visitati e selezionati dai diversi soggetti coinvolti per accertarsi che la scelta sia neutra.

Anche i titolari delle micro-imprese agricole supportate dal progetto aspettano la stagione delle piogge e non sono meno interessati di altri alla bande de filaos, data l’importanza di questo albero nel limitare il peggioramento dei suoli. Molte di queste imprese infatti conducono le loro attività a pochi metri dal mare, su terreni concessi dall’Eaux et Forets. Aliou, Khadjatou, Moussa, Ousmane e tutti gli altri produttori e produttrici utilizzano i loro appezzamenti da tanti anni, ma la proprietà non è di fatto ottenibile. Esiste quindi il rischio di perdere l’accesso alla terra e in tante zone l’espansione urbana ha già portato a sfrattare varie persone. Per questo, durante le formazioni si parla di business plan, di problematiche tecniche ma anche della necessità di unirsi in gruppi di produttori, associazioni e organizzazioni contadine per aumentare la loro forza e portare avanti azioni di lobbying verso le istituzioni.

Generalmente i contadini di Dakar lavorano in modo indipendente, faticano ad associarsi o costituirsi in unioni contadine. Anche per questo viene poco considerato il loro ruolo e l’importanza che ricoprono per lo sviluppo agricolo della regione. La loro azione, seppur isolata e individuale, riesce a costituire una risposta al fabbisogno alimentare di milioni di persone. I contadini di Dakar sono una realtà da tutelare e salvaguardare; unirsi è l’unico modo che hanno per fare sentire la propria voce e il proprio “no” a chi non vede in loro una ricchezza. Per avere più voce in capitolo, diventerà sempre più importante pensare a modelli cooperativi che possano rafforzare l’unione tra i contadini delle zone urbane e periurbane, e i produttori di aree rurali. A Dakar, la frontiera urbano-rurale continua a spostarsi ed ECOPAS vuole porre le basi per rafforzare il tessuto socio-economico e produttivo in questo luogo di frontiera.   

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