POINT VERT: la nuova avventura di Ibrahima

Pubblicato il: 18 Giugno 2019 alle 6:17 am

di Ester Facotti, volontaria Servizio Civile in Senegal

Oggi, amici di CISV, voglio raccontarvi di Ibrahima Fall, titolare dell’impresa Point Vert, una delle dieci imprese di iniziativa migrante nel suo Paese per riprendere in mano la sua vita.

CI incontriamo nel suo vivaio, nel centro di Louga, a nord del Senegal, e con orgoglio inizia a mostrarmi i frutti del lavoro di tanti anni, a raccontarmi le sue ambizioni, i suoi fallimenti.
Ibrahima è un tecnico forestale, con varie esperienze accumulate nell’ambito della formazione e della produzione orticola e fruttifera.

Nel 2005 la sua vita cambia.
Decide di partire per l’Italia per un motivo ben preciso: mettere da parte del denaro da reinvestire in un terreno di cinque ettari. In Senegal lavorava, ma i guadagni non erano sufficienti per acquistare ciò che occorreva a preparare e valorizzare il terreno; l’accesso alle banche era ostacolato dagli alti tassi d’interesse, uno sbarramento insostenibile per molti.

In Italia si stabilisce a Napoli; nonostante fosse tecnico forestale, inizia a lavorare nei campi come raccoglitore di pomodori. Una realtà che in Italia abbiamo imparato a conoscere a causa dei tristi fatti di cronaca. Mi dice che l’Italia ha bisogno di operai, non di tecnici.
Mentre era in Italia scopre di aver perso il diritto di utilizzare il terreno che voleva lavorare: per la legge senegalese se un terreno non viene utilizzato per dieci anni, ritorna nelle mani dello stato, che lo consegna a qualcuno che possa invece utilizzarlo.
Ibrahima perde l’obiettivo che aveva giustificato il suo viaggio. Mi dice «sono partito per trovare i mezzi, i soldi; sono tornato senza terreno».

Tuttavia, decide di reinventarsi: la sua famiglia conta su di lui.

È qui che prende forma il suo progetto di impresa attuale: Point Vert.
Point Vert nasce dalla consapevolezza che in Senegal la maggior parte della frutta consumata viene importata, soprattutto dai paesi arabi. Ibrahima si rende conto che, nel lungo periodo, questa modalità non è sostenibile e così decide di investire in un’impresa che vuole invertire questa tendenza.
Point Vert è un vivaio che si occupa di agricoltura, arboricoltura fruttiera, piante ornamentali; offre sostegno tecnico sull’orticultura e sull’avicultura. I suoi clienti sono persone senegalesi, verso le quali promuove la produzione casalinga di frutta e di verdura, sensibilizza sull’importanza di destinare una piccola parte di terreno alla produzione ortofrutticola. Mi dice che se ognuno fa la sua parte i vantaggi si moltiplicano.
Oltre a questo, Ibrahima produce anche biogas: attraverso la decomposizione degli escrementi di vacca, gli scarti della cucina e delle piante, innesca un processo di trasformazione che porta alla produzione di gas, che è sufficiente al soddisfacimento dei bisogni della sua famiglia. Una scelta innovativa, verde, sostenibile.
Point Vert è una delle dieci imprese di iniziativa migrante sostenute dal progetto Paisim.
Per impresa migrante si intende un’attività economica agricola, promossa da cittadini senegalesi residenti in Italia che hanno un progetto di “migrazione di ritorno” o di investimento economico e sociale nel loro paese d’origine. Le imprese migranti selezionate da Paisim ottengono un appoggio tecnico da parte di un coacher locale che li accompagna nel perfezionamento della loro attività, nella chiarificazione degli obiettivi di impresa, delle ambizioni ricercate, dell’accesso al credito. Inoltre, le imprese selezionate ottengono un sostegno sotto forma di materiale necessario allo svolgimento delle attività delle imprese.
Ibrahima ci racconta che il nostro intervento gli ha permesso di trovare qualcuno che lo ascoltasse e cercasse di capire e di condividere il suo progetto d’impresa. Paisim “mi ha aiutato a vedere più chiaro quello che volevo fare”. Ha creato una “competitività positiva tra persone che non si conoscevano, una competitività che ha spinto le imprese a fare sempre meglio”, a sviluppare un progetto di impresa innovativa.
In particolare, Point Vert ha ottenuto un sostegno per recintare una parcella di terreno e costruire una nuova serra sulla terrazza di casa; inoltre, sta sperimentando la crescita di piante fruttiere europee in Senegal: il fico nero, il ciliegio, l’olivo, la vite. Alcuni tentativi sono andati a buon fine; altri, come nel caso del ciliegio, non hanno prodotto i risultati sperati; altri ancora, come per l’olivo, necessitano di ricerca per capire il motivo per cui l’albero non da frutti. È un continuo lavoro di innovazione, di ricerca, di sperimentazione, che mette in connessione vari attori.

Alla fine del nostro incontro Ibrahima mi saluta dicendomi questo: “Non bisogna andare lontano; bisogna partire da quello che si ha”. Parole che riassumono bene lo spirito delle imprese di iniziativa migrante incontrate in questi mesi.

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